Il tema dei diritti umani è di grande attualità anche ai nostri giorni. Fatti di cronaca dimostrano infatti che, nonostante da tempo nei sistemi giuridici moderni siano presenti numerose leggi volte a garantire a tutti libertà, uguaglianza e dignità, talvolta esse non vengono rispettate.
Già nel 1764, l’illuminista Cesare Beccaria nel saggio "Dei delitti e delle pene", divenuto poi uno dei testi più noti dell'illuminismo italiano, aveva trattato il tema del ruolo delle pene in uno stato che si avviava a diventare “moderno” ma era ancora di stampo assolutistico. Secondo il Beccaria, solo le leggi sono utili per evitare la delinquenza perché richiamando ogni persona ai propri doveri, esercitano un ruolo preventivo, mentre le punizioni violente quale ad esempio la pena di morte sono inutili, dannose e illogiche in quanto lo Stato punisce il reo commettendo lo stesso crimine.
E oggi? Cosa succede quando una persona commette un reato? Viene arrestata, processata e mandata in carcere dove dovrebbe intraprendere un processo rieducativo per reintegrarsi nella società in quanto ogni essere umano ha il diritto di potersi redimere. E in nessun caso bisogna far del male all’imputato né in senso fisico né in senso psicologico perché a nessuno, neppure a chi ha sbagliato arrecando un danno alla società, può essere negato il rispetto della dignità.
Nell’articolo 1 della carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, si pone grande rilevanza al tema della dignità umana, valore che precede persino i diritti fondamentali, che nella vita di tutti i giorni ci consentono di condurre una vita libera e dignitosa, mentre il diritto alla dignità umana consente di vivere dignitosamente in situazioni che non rientrano nella norma, come ad esempio in carcere. Questo luogo porta con sé moltitudini di storie non ascoltate. Dentro a quei luoghi sono chiuse a chiave tante vicende di persone che magari hanno sbagliato, perchè non hanno potuto vivere una vita “normale”. Sono persone che faticano a trovare la strada per la propria realizzazione, persone con cui è fondamentale riallacciare una relazione per poter consentire loro di progettare un futuro. Si può dire che il carcere si limita a riprodurre sé stesso in un vortice vizioso. Il tempo in questo ambiente gioca un ruolo fondamentale: se usato male, contribuisce a cristallizzare identità criminali; se utilizzato bene, può creare le premesse per un cambiamento.
Nella nostra realtà del Verbano Cusio Ossola, la Casa Circondariale di Verbania ha intrapreso un percorso finalizzato alla reintegrazione dei detenuti che, divisi in gruppi ristretti, trascorrono la maggior parte del tempo in piccole sezioni dedicate ad attività significative come l’istruzione o il lavoro manuale. A questo proposito, è stata creata un'associazione chiamata “Banda biscotti” che offre opportunità di lavoro qualificato a persone che stanno affrontando la detenzione, così da garantire loro un futuro diverso, proiettandoli verso l’apprendimento di una professionalità concreta. I biscotti prodotti, di eccellente qualità sono venduti nei supermercati della nostra zona e sono molto apprezzati.
Andrea Rochester, Sara Piazza, Alessandro Ottina, Giorgia Valentino, Michela Piana 5AFM/RIM
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