
Studiando l'Orlando furioso del celebre Ludovico Ariosto mi è sembrato particolarmente interessante l'episodio di Astolfo. Ho provato così ad attualizzarne il contenuto.
Spesso guardo la Luna, satellite terrestre lontano e misterioso, a volte completamente illuminata, a volte totalmente oscurata. Piena o mezza, mi attrae e mi invita ad esplorarla.
Cavalcando sulle ali della fantasia sono già là e come Astolfo mi ritrovo alla ricerca di tutto quello che gli uomini di oggi hanno perduto.
Percorro un sentiero costeggiato da due file di alberi. Alzo lo sguardo e noto che dai rami pendono strane gemme: sono l’onestà e la felicità vera che un tempo riempivano i cuori degli uomini. Valori ormai persi in una società in cui si pensa solo al denaro e a primeggiare spesso senza il rispetto di regole e leggi. Mi riempio le tasche di più gemme possibili.
Terminata la fila di alberi ecco che si apre la campagna, con i campi pieni di erbetta verde come la speranza e brulicante dei sogni umani mai realizzati per paura o per facili rinunce. Intreccio l’erba e mi faccio una corona che mi sistemo sul capo.
A destra vedo una macchia luminosa di fiori rossi: simbolo dell’amore, quello sincero, non solo tra uomini e donne, ma anche tra fratelli e amici. Sentimento che oggi si è quasi perduto, lasciando il posto a violenze familiari e a false amicizie. Mentre accarezzo i fiori, sento il ronzio di tante api: è il dialogo che manca nella vita quotidiana, nella famiglia e tra gli amici. Concentrati nel lavoro o intenti a utilizzare cellulari, computer o videogiochi, gli uomini di oggi comunicano sempre meno o preferiscono mandarsi messaggi. Faccio diverse ghirlande di questi bellissimi fiori e me le metto al collo.
Carica come un mulo torno sulla Terra, nella speranza che, donando agli uomini i valori in cui credo, il mondo diventi migliore.
Alessia Cavestri 3RIM