
INTERVISTA ALLA PROF.SSA ANTONELLA ALLEVA
L’ultima settimana di scuola prima delle vacanze natalizie, abbiamo intervistato la vicepreside della sede centrale del nostro Istituto, la professoressa Antonella Alleva, per chiarire meglio in cosa consistano i suoi incarichi e per avere un parere da lei sull’avvio dell’anno scolastico e sul futuro della nostra scuola.
La prima domanda che le abbiamo posto è stata: “In cosa consiste esattamente l’incarico di vicepreside?”
La professoressa si è spiegata esaurientemente: “Prevalentemente questo incarico è un supporto alla dirigente, è compito della vicepreside aiutarla nel suo lavoro svolgendo alcune mansioni a cui da sola non riuscirebbe a far fronte”. In seguito la professoressa ha continuato: “La vicepreside è una figura che svolge un ruolo di intermediario: intrattiene rapporti con docenti, alunni, e si assicura che le informazioni passino agevolmente da questi soggetti alla dirigente e viceversa”. La professoressa ha affermato che i ragazzi si rivolgono alla vicepreside per avere permessi di entrata e uscita, ma possono farlo per qualsiasi problematica, grazie alla sua disponibilità, ha aggiunto poi che, rivestendo questo particolare incarico, si è resa conto della grande quantità di lavoro svolto dalla segreteria, lavoro che è superiore al numero di impiegati e che forse non sempre viene apprezzato tanto quanto dovrebbe.
Le abbiamo poi chiesto come riuscisse a conciliare gli incarichi di vicepreside, coordinatrice e insegnante. La professoressa ha risposto che fino ad ora non ha mai riscontrato difficoltà, anche grazie alla riduzione del suo orario di insegnamento. Tuttavia non avrebbe mai accettato una riduzione totale di ore, perché ciò avrebbe significato rinunciare al ruolo di docente. Ricoprendo più incarichi, infatti, la professoressa si è resa conto di dover gestire diverse mansioni, il ruolo di vicepreside inoltre permette una conoscenza molto più approfondita e ampia degli alunni, i quali, meno timorosi o impauriti dal “voto”, si aprono maggiormente e rendono possibile un rapporto amichevole, seppur rispettando ruoli e norme di civile educazione.
L’incarico di insegnante è invece di fondamentale importanza nella crescita degli studenti per questo la professoressa non rinuncerebbe mai al ruolo di docente: non vorrebbe perdere quel particolare tipo di rapporto che solo l’insegnamento può donare.
Per quanto riguarda l’avvio e la prima parte dell’anno scolastico, la professoressa Alleva ha evidenziato la complessità del meccanismo che consente alle scuole di funzionare: sono emersi soprattutto problemi relativi alla carenza di insegnanti (dovuti alla non sempre efficace modalità di reclutamento degli stessi). Inoltre ha sottolineato l’estrema difficoltà riscontrata nel pianificare l’orario. “Un buon orario”, ha dichiarato, “deve cercare di andare incontro alle richieste degli insegnanti, senza danneggiare nessuno, ed essere al contempo didatticamente corretto; per questo e altre variabili, è oggettivamente quasi impossibile accontentare tutti” ha continuato, “fortunatamente per cercare di ovviare ad alcune di queste difficoltà si è resa disponibile buona parte dei docenti che ha prestato il proprio contributo”.
Abbiamo concluso parlando di futuri progetti e proposte per la nostra scuola. La professoressa ci ha ricordato di essere molto vicina alla pensione, fino ad allora farà il possibile per cercare di migliorare la permanenza degli studenti .
Tuttavia incoraggia i giovani insegnanti, che hanno davanti a loro un lungo futuro nella scuola, a proporre nuove iniziative che, sicuramente, risulterebbero stimolanti per gli studenti. La professoressa ha concluso: “Sarebbe bello promuovere dei progetti che, al di là della didattica, rendessero più piacevole stare all’interno della scuola, per migliorare la qualità della vita, e vivere bene la mattinata scolastica, perché così, in un ambiente dove si sta bene, anche la recezione delle lezioni sarebbe diversa”.
Noi pensiamo sia stato davvero piacevole e costruttivo effettuare questa intervista e ringraziamo la professoressa Alleva per il tempo dedicatoci.
Jennifer Messina e Andrea Rochester 5 RIM
INTERVISTA ALLA PROF.SSA LAURA FACCHINETTI
Lunedì 9 dicembre presso la sede del Forum dell’Istituto Dalla Chiesa Spinelli di Omegna la vice preside, Laura Facchinetti ha rilasciato un’intervista per il Giornalino degli Studenti. Laura Facchinetti ricopre il ruolo di vice preside dell’Istituto dal 2018, dopo il pensionamento dell’insegnante che ricopriva quel ruolo, Massimo Masciaga.
La sua occupazione principale riguarda l’organizzazione della sede del Forum. E' lei che, ad esempio, si occupa di individuare i docenti per le supplenze ed è sempre lei che gestisce richieste organizzative e problematiche educative di noi ragazzi. Supporta, inoltre, insieme alla docente Cristina Piazza, gli insegnanti da un punto di vista pedagogico e aiuta la Segreteria per lo svolgimento delle pratiche burocratiche.
Quali sono i lati negativi e positivi della sua esperienza di vicepreside?
Spiega Laura Facchinetti “Il mio timore era quello di dover abbandonare l’insegnamento e la relazione in classe con gli studenti, ma la Dirigente mi ha comunque assegnato tre classi. Il ruolo di vicepreside richiede molta responsabilità e questo a volte è un po’ stressante, ma il gran supporto e disponibilità da parte della prof.ssa Cristina Piazza è per me di grande aiuto. Altro aspetto interessante è che questo ruolo mi permette di relazionarmi con tutti i colleghi e con tutti i duecento studenti della scuola, non solo con quelli delle classi in cui insegno.”
Quali progetti sta portando avanti e quali è già riuscita a realizzare da quando è vice preside?
“Il progetto principale riguarda il supporto pedagogico che prima non c'era. E' fondamentale essere un punto di riferimento per i ragazzi, essere presente per riprendere ma anche supportare lo studente in difficoltà, in collaborazione con i docenti. In quanto succursale siamo lontani dalla Segreteria e dare una mano anche dal punto di viista burocratico/amministrativo sembra utile e funzionale. Con Cristina Piazza siamo comunque sempre disponibili a qualsiasi consiglio, suggerimento o critica costruttiva”.
Ci può raccontare un’esperienza positiva che ricorda volentieri e che può essere educativa per noi studenti?
“L'esperienze positiva è il sorriso all'ingresso! Una persona che ti accoglie al mattino dicendoti buongiorno rende più piacevole l'inizio della giornata a scuola”.
Come si immaginava la scuola del futuro quando aveva la nostra età?
“Non credo di averci mai pensato. Oggi a mio avviso la scuola dovrebbe restare al passo con i tempi e con il mondo del lavoro (a maggior ragione in un Professionale). Sarebbe bellissimo avere a disposizione più tecnologia che però, essendo in continua evoluzione, è costosa per il budget a disposizione delle scuole”.
Ha conosciuto moltissimi studenti in questi anni: momenti di conflitto ma anche soddisfazioni. Ci racconta un episodio che ritiene significativo?
“Ce ne sarebbero tanti, ma rivedere i ragazzi diplomati tornare, anche solo per un saluto, e scoprire che sono diventati "grandi" è sempre molto bello; del resto gli insegnanti sanno che seminano ma… che non sono loro a raccogliere i frutti. E comunque riuscire a far scattare qualcosa in ragazzi che non credevano più in sé stessi è una sensazione straordinaria”.
Come ultima domanda: un riferimento alla sua vita privata. Ha sempre avuto l'intenzione di diventare un'insegnante?
“Si, anche se studiando Ingegneria non era la mia unica opzione. Ho un passato da scout, l'ho fatto per 20 anni e da lì ho iniziato ad avere quel rapporto educativo con gli adolescenti che mi è piaciuto da subito. Probabilmente già da quel momento c'era la vocazione. Quando sono entrata nel mondo della scuola, dopo aver lasciato un lavoro da libera professionista, anche più remunerativo, mi sono subito accorta che mi piaceva molto di più. Insegnare è un mestiere mai monotono perché ogni classe è diversa dall'altra e la presenza dei ragazzi mi fa restare giovane”.
Si conclude con queste parole un incontro piacevole, anche se breve, con la vicepreside Laura Facchinetti. L’augurio è di un futuro sempre più positivo.
Giacomo Cerri 5AOE